URGE INTERVENTO PER IL MONTE DI PIETÀ

Ci appelliamo alla Regione, al Comune, all’Arcivescovo, alla Fondazione Banco di Napoli, al Pio Monte della Misericordia, a Cittadinanza Attiva, a Italia Nostra e a tutte le Organizzazioni civiche perché con la loro voce, con la loro azione evitino questo ulteriore scempio alla memoria e ai nostri antenati.

Autorità, Presidente De Luca, Sindaco De Magistris,

sarebbe il caso che vi interessiate alla sorte del Palazzo del Monte di Pietà a Napoli, sarebbe il caso di sentire il ministro Franceschini per sollecitarlo a intraprendere contatti con l’amministratore di Intesa Sanpaolo per dare una decorosa destinazione, varie possono essere le ipotesi:

  1. Polo museale dedicato all’arte presepiale, raccogliendo anche altre collezioni presenti in città;
  2. Palazzo delle arti dedicato a musica e pittura coinvolgendo il Conservatorio e l’Accademia delle Belle Arti;
  3. Polo archivistico coinvolgendo l’Archivio di Stato;

Non penso che Intesa Sanpaolo vada in dissesto se non vende questo palazzo, potrebbe crearsi una società mista fra pubblico e privato per un progetto di rivitalizzazione del centro storico. Non si può trasformare un simbolo storico della città in un albergo al servizio di interessi privati, un polo culturale creerebbe un indotto commerciale e di servizi nel centro storico, migliorandone la vivibilità. Non distruggiamo ulteriormente l’identità di una città e di un popolo, è una battaglia di civiltà.

Quali responsabilità? Intesa Sanpaolo risponda alla città di Napoli. Napoletani, uomini del Mezzogiorno svegliatevi!

Le foto che mostriamo sono di marzo 2021 e fatte da una signora amante ed esperta delle bellezze artistiche e culturali di Napoli. Le foto sono del cortile del Palazzo del Monte di Pietà a S. Biagio dei Librai, palazzo del XVI secolo, simbolo della lotta alla povertà e all’usura. Ci chiediamo e chiediamo alle Autorità, può essere che un bene culturale come il Palazzo del Monte di Pietà e la relativa Cappella siano in questo stato. Il proprietario Intesa Sanpaolo nel cui patrimonio rientra questo importante bene culturale, dopo l’incorporazione del Banco di Napoli, ha lasciato in questo stato l’edificio. Ormai sono anni. Come mai la Soprintendenza e il Mibac non hanno diffidato il proprietario. Come mai il proprietario, la più grande banca nazionale, non ha ritenuto di intervenire, certamente non le mancavano le risorse, godendo di buoni profitti. Attività lodevoli questa banca ne fa, spende e spande in altre regioni del Nord. Ormai a Nord pensano che tutto è permesso a Sud, privandoci anche della nostra identità storica e cancellando la memoria del passato. Hanno pure messo in vendita il palazzo, un monumento della Comunità, senza fregarsene del sentimento popolare. Eppure raccolgono risparmio nel Sud che utilizzano proficuamente in altre parti del Paese, fanno profitti al Sud. Siamo solo terra di conquista senza rispetto della nostra storia e dei nostri costumi. Intesa Sanpaolo dimostri che non è così. Chiamiamo in causa il suo amministratore delegato Carlo Messina. Fate un gesto generoso. Intesa Sanpaolo doni il Palazzo alla città, così dimostreranno di essere una banca solida, che non ha bisogno di vendere un palazzo simbolo, per migliorare la propria redditività. La sua destinazione naturale è un polo museale o archivistico.

Cappella del Monte di Pietà transennata.

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